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RIFACIMENTO DELLA CHIESA SEICENTESCA DEDICATA A SAN CARLO
L'intera opera è stata
possibile grazie a:
Riportiamo, di seguito i passi
introduttivi tratti dall'opuscolo dedicato a questa opera.
Mi
sono care le pietre di Sion
Forse per natura o semplicemente
per educazione, mi porto dentro un grato rispetto verso tutto quello
che la storia mi ha consegnato nella vita. Il "passato"
mi affascina e mi interpella. Quotidianamente. Grande è il
desiderio di "sentire" la voce quasi spenta di coloro
che ci hanno preceduto ma che in qualche misura e in ambiti diversi
hanno lasciato "documenti" del loro passaggio in mezzo
a noi.
In questa luce ho sempre visto l'Oratorio dedicato a San Carlo,
situato a poca distanza dalla bella Prepositurale, la Chiesa madre
della città. Quasi soffocato dai grandi palazzi sorti in
questi ultimi decenni. Un "luogo" lissonese che, in qualche
modo parla di una storia di fede della comunità, lungo i
secoli. Mi pareva infatti invocasse attenzione, amore, coraggio
per tornare ad essere di nuovo "luogo di preghiera" per
il quotidiano delle
persone e per le celebrazioni della comunità cristiana.
Credo che a questo personale e maturo sentimento "storico"
si deve il sogno di vedere restaurato l'Oratorio di San Carlo. Per
riconsegnarlo alle nuove generazioni. E dunque, un intervento non
di antiquariato, ma un recupero, legato a una esperienza religiosa
dei padri, per una nuova vitalità religiosa e spirituale
nella nostra cittadina.
Va detto però che il "restauro" ora compiuto è
stato possibile grazie alla condivisione "simpatica" di
tutta la comunità lissonese. l'Amministrazione Comunale ha
mostrato vivissimo interesse al disegno del recupero dell'Oratorio
antico con un generoso contributo che ha permesso l'inizio dei lavori.
Anche la Regione Lombardia ha riconosciuto la validità dell'intuizione
disponendo un finanziamento per i lavori.
Il mio grazie va a tutti coloro che ai livelli diversi hanno reso
possibile il restauro del 'San Carlo': in particolare agli architetti
Anna Maria Pucci Corbetta e Emanuela Venturini, all'architetto Michelangela
Ballan delle Suore Pie discepole, all'impresa Mosca, ai generosi
benefattori, ai collaboratori intelligenti.
Devo infine essere riconoscente al Comitato costituito appositamente
per seguire i lavori di restauro e al Rotary Club "Monza Nord-lissone"
per il generoso interessamento al "San Carlo", espresso
nel restauro delle grandi tele del seicento ora tornate nel piccolo
Oratorio e alla iniziativa di questo opuscolo per le famiglie, studiato
nei testi con competenza, da Silvano Lissoni e dal Prof. Don Sergio
Ubbiali.
Ora l'Oratorio di San Carlo inizia il suo nuovo percorso. l'auspicio
è che diventi davvero 'luogo di sosta spirituale' nella convulsa
vita quotidiana di molte persone, "piccolo tempio" per
gli incontri di preghiera per gruppi o per celebrazioni della comunità
cristiana e, perchè no?, una graziosa isola per proposte
culturali.
San Carlo, il grande pastore della Chiesa milanese che la gente
di Lissone ha voluto ricordare e onorare erigendoGli il piccolo
Oratorio, accolga la fatica che insieme abbiamo affrontato per il
suo recupero, con il solenne impegno di attendere, con rinnovato
slancio pastorale, al futuro della Chiesa che sta in Lissone.
Il Santo Arcivescovo benedica e sostenga i nostri propositi.
Don Pino Caimi
Prevosto
Lissone, 30 maggio 2004, Solennità
di Pentecoste
Una tradizione che è
vanto ed impegno
:L'Oratorio di S. Carlo fa parte
della Storia di Lissone. I lissonesi riconoscono in esso uno delle
antiche testimonianze della tradizione, non solo spirituale ma anche
civica che rappresenta questa Chiesa.
L'Amministrazione Comunale non poteva che aderire con entusiasmo
all'appello ed alla sollecitudine giunta per il ripristino ottimale
del luogo ed il recupero conservativo dell'ambito artistico-architettonico.
L'ubicazione centrale, oltre che riqualificare la zona ripropone
in chiave migliorativa il collegamento rituale e celebrativo con
la vicina Prepositurale accentuando una funzione aggregativa.
I lissonesi vollero erigere nei secoli scorsi con partecipazione
sentita e sofferta sia a livello economico che strutturale una costruzione
dedicata alla carismatica figura di S. Carlo Borromeo estesa anche
all'ambito secolare della Persona; questo intervento che si è
avvalso anche del contributo pubblico mira a sottolineare la determinazione
espressa dai nostri Padri e ad assicurare la continuità ideale,
tradizionale e storica della nostra identità.
Ambrogio Fossati
Sindaco di Lissone
Rotary Club Monza Nord
Lissone
Il Rotary Club Monza Nord Lissone
ha giudicato fin dall'inizio grandemente apprezzabile la proposta
incoraggiata da don Pino Caimi, Parroco dell'Unità Pastorale
di Lissone, circa l'intervento di radicale rifacimento della Chiesa
seicentesca dedicata a San Carlo. Il Rotary considera uno dei propri
più importanti impegni l'esplicita attenzione al contesto
locale, alla situazione culturale, all'ambiente spirituale, entro
i quali l'uomo, ciascun uomo, di qualunque censo, stato, opinione
egli sia, porta avanti la propria esistenza personale. Fanno parte
in maniera senza dubbio considerevole del contesto, della situazione,
dell'ambiente umano le preziose testimonianze storiche dello slancio
religioso, attorno al quale la nostra civiltà, tanto nel
tempo passato quanto nel momento attuale, si è alimentata,
si continua ad alimentare.
In questo orizzonte, quello d'una dichiarata ripresa degli spunti
più considerevoli in vista della potenziata crescita dell'umanità
verso tutto quanto è buono, giusto, vero per qualunque uomo,
il Rotary Club Monza Nord - Lissone ha appoggiato con pronto fattivo
intervento l'iniziativa della completa ristrutturazione della Chiesetta
di via San Carlo come si è inoltre proposto di curare la
pubblicazione del presente volume. Il nostro desiderio è
che il testo così composto diventi per i tempi, che stanno
per venire, la memoria delle intense motivazioni, sulle quali si
sorregge l'importante sforzo che la nostra generazione ha desiderato
mettere in atto curando i monumenti dello zelo religioso della nostra
Città. Una prima prova dell'apprezzamento prestato al progetto
di custodia dei monumenti cari alla Città è stato
il restauro promosso per i due quadri rappresentanti l'uno San Carlo,
l'altro san Francesco Saverio. Appesi una volta alle pareti della
Chiesetta di San Carlo, dopo l'avvenuto restauro sono stati collocati
nella navata centrale della Chiesa Prepositurale dei Santi Pietro
e Paolo in attesa di tornare, come lo sono ora, nella propria sede
naturale, la Chiesa di San Carlo. Mentre si stava ultimando il restauro
interno, abbiamo anche offerto l'ambone eretto accanto all'altare
in pietra dorata, incidendo su esso i nomi dei nostri due amici
soci già defunti, Simonetta Nicosia e Mario Zappa.
AI compito di procedere lungo le decisioni prese in ordine a prestare
la nostra concreta collaborazione all'iniziativa suggerita da don
Caimi hanno mostrato pronta continua adesione anche i Presidenti
che, nel corso di questi ultimi anni, hanno seguito l'anno della
mia Presidenza. Ai Presidenti Bruno Valsecchi, Barbara Scotti, Luca
Delloca, Franco Andretta va la generale riconoscenza per aver voluto
mantenere viva la sollecita attiva volontà di continua partecipazione
all'impegno assunto. Accanto a costoro, tutti i membri del Club
vanno certo citati uno a uno per la generosità attestata,
anche se una speciale segnalazione deve essere fatta per i Soci
Valentino Missaglia, Oscar Sala, Egidio Porta, Franco Monguzzi e
Achille Conti. A vario titolo, ma in maniere a ogni modo sempre
decisive, hanno prestato tutte le volte molto volentieri l'apprezzato
contributo per la compiuta riuscita dell'iniziativa deliberata insieme.
Un sentito ringraziamento a don Sergio Ubbiali per il suo generoso
supporto alla realizzazione del recupero di una testimonianza di
sacrifici e di devozione profonda che ha impegnato per quattro secoli
la sincera fede dei nostri padri.
Dario SchiantareIli
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